Aerografo per Ceramica
Strumento ad aria compressa utilizzato per nebulizzare smalti, cristalline e ingobbi in strati sottilissimi e sfumature perfette.
Metodi di foggiatura: tornio, lastra, colombino, colaggio, scultura e modellazione a mano.
Strumento ad aria compressa utilizzato per nebulizzare smalti, cristalline e ingobbi in strati sottilissimi e sfumature perfette.
Pasta minerale all'argilla arricchita con leganti polimerici e microfibre vegetali che indurisce progressivamente all'aria in 24-48 ore senza bisogno di essere cotta in forni ceramici ad alta temperatura.
Impasto plastico addizionato con un'alta percentuale (30-40%) di chamotte cotta a granulometria grossolana (1.0-2.0 mm), formulato per sostenere sculture di grandi dimensioni senza collassare e resistere a shock termici estremi.
Impasto argilloso selezionato per la sua eccellente plasticità, tissotropia e consistenza omogenea, ideale per essere tirato verso l'alto sul tornio senza afflosciarsi.
Impasto ceramico arricchito con elevate percentuali di ossidi metallici (manganese e ferro) che dopo la cottura ad alta temperatura assume una colorazione antracite scuro o nero profondo.
Impasto ceramico arricchito con chamotte (granuli di argilla già cotta e macinata), progettato per resistere ad altissime temperature e shock termici.
Condizione di cottura in cui vi è abbondante presenza di ossigeno all'interno della camera del forno, tipica di tutti i forni elettrici moderni.
Argilla secondaria sedimentaria a granulometria finissima, dotata di eccezionale plasticità e resistenza a crudo, usata per dare elasticità agli impasti di gres e porcellana.
Sospensione cremosa di argilla e acqua utilizzata come "colla" naturale per unire manici, beccucci e componenti in argilla durante la modellazione, o per il colaggio in stampi.
Miscela fluida concentrata di argilla, acqua e deflocculanti chimici (silicato di sodio/carbonato di sodio) formulata con densità ottimale (1.7-1.8 kg/litro) per colare stampi in gesso cavi.
Argilla di origine vulcanica con particelle microscopiche, impiegata in minime dosi (1-2%) come plastificante per impasti o agente sospensivante per evitare che gli smalti sedimentino.
Il manufatto ceramico che ha subito la prima cottura (tra 900°C e 1000°C), diventando resistente e poroso, pronto per essere smaltato o decorato.
Difetto visibile come bolle scoppiate, crateri o rilievi rugosi sulla superficie smaltata, causato da gas intrappolati che tentano di uscire mentre lo smalto è viscoso.
Antica tecnica di finitura che consiste nello strofinare ripetutamente la superficie dell'argilla a durezza cuoio con ciottoli levigati, pietre d'agata o cucchiai metallici, allineando le piastrine di caolinite fino a ottenere una lucentezza a specchio prima della cottura.
Forma rigida in gesso alabastrino poroso utilizzata per riprodurre manufatti ceramici in serie tramite colaggio di barbottina liquida o pressatura a lastra.
Argilla primaria purissima di colore bianco candido, altamente refrattaria (punto di fusione ~1750°C), componente essenziale della porcellana e degli smalti.
Difetto consistente in una fitta rete di microfratture nello strato di smalto o vetrina, provocato da un disaccordo tra i coefficienti di dilatazione termica di impasto e rivestimento.
L'operazione fondamentale e propedeutica al tornio in cui la massa di argilla viene costretta a ruotare in perfetto asse con il perno del piatto rotante.
Argilla già cotta ad alta temperatura e successivamente macinata e vagliata in diverse granulometrie (0-0.5 mm, 0-1 mm, 0-2 mm), aggiunta agli impasti per dare struttura.
Tecnica produttiva consistente nel versare barbottina liquida deflocculata all'interno di uno stampo in gesso: una volta formatosi lo spessore desiderato, l'eccesso di liquido viene svuotato.
Antichissima tecnica di foggiatura a mano che consiste nel sovrapporre cordoncini cilindrici di argilla arrotolati per costruire vasi e forme cave.
Ciclo di cottura a bassa temperatura (solitamente tra 720°C e 780°C) eseguito su pezzi precedentemente smaltati e cotti ad alta temperatura, finalizzato a fondere e fissare preparazioni a base di metalli preziosi (oro liquido, platino, lustri iridescenti) e decalcomanie serigrafiche.
Ciclo di cottura rapido in cui gli oggetti incandescenti vengono estratti dal forno a 900°-1000°C con pinze metalliche e immersi in contenitori pieni di materiale organico per provocare riduzione d'ossigeno e fumo.
Effetto estetico intenzionale di cavillatura decorativa dello smalto o della cristallina, spesso enfatizzato con inchiostri, fumo o ossidi per evidenziare le venature.
Rivestimento vetroso trasparente (lucido, satinato o opaco) che una volta fuso in cottura rende l'oggetto impermeabile e brillante, lasciando visibile il colore del biscotto o della decorazione sottostante.
Formulazione di vetrina trasparente totalmente esente da composti di piombo e cadmio, obbligatoria per legge per stoviglie e oggetti destinati al contatto con cibi e bevande.
Vetrina trasparente formulata per non bollire e non colare alle temperature del gres (1200°-1260°C), garantendo trasparenza ottica e perfetto accordo termico con gli impasti duri.
Il diagramma che stabilisce la velocità di salita in temperatura (°C/ora), le eventuali soste intermedie (palier) e la sosta finale impostate nel programmatore del forno.
Immagine o grafica stampata con inchiostri a base di ossidi ceramici e coprente colloso su supporto cartaceo idrosolubile, trasferita su ceramica già smaltata e fissata a 750°-850°C.
L'insieme di tutte le tecniche grafiche, pittoriche, incisorie e plastiche utilizzate per abbellire un manufatto in argilla a crudo, su biscotto o soprasmalto.
Sostanza chimica elettrolitica (come silicato di sodio o carbonato di sodio) che neutralizza le cariche elettrostatiche delle particelle di argilla, rendendo la barbottina fluida con pochissima acqua.
Strumento galleggiante graduato in vetro che misura il peso specifico e la concentrazione delle sospensioni di smalti, cristalline e ingobbi liquidi.
Sospensione refrattaria a base di allumina e caolino applicata a pennello sulla faccia superiore delle piastre del forno per impedire che colature di smalto vi si incollino.
Difetto in cui lo smalto durante la fusione si ritira accumulandosi in gocce o isole spesse e lasciando scoperte porzioni di biscotto sottostante.
Lo stadio intermedio di asciugatura in cui l'argilla ha perso umidità diventando rigida come una suola di cuoio ma ancora lavorabile senza piegarsi o deformarsi.
Termine internazionale che identifica tutte le ceramiche a corpo poroso cotte a bassa temperatura (solitamente tra 950°C e 1050°C), sia a pasta rossa che a pasta bianca.
Sospensione fluida a base di argilla finissima, minerali e pigmenti/ossidi coloranti, applicata sull'argilla a durezza cuoio o cruda prima della prima cottura.
La fase critica e delicata in cui l'acqua d'impasto evapora uniformemente dal pezzo in ambiente protetto da correnti d'aria, evitando curvature e fessurazioni.
Dispositivo meccanico a leva o a siringa in cui l'argilla viene pressata attraverso un cilindro e forzata attraverso matrici metalliche (trafile) sagomate, producendo manici, tubi forati, listelli e profili continui.
La precisa proporzione tra due o più minerali (es. silice e fondenti) che fonde a una temperatura inferiore rispetto a quella di fusione di ciascun singolo componente preso isolatamente.
Periodo di tempo (solitamente tra i 10 e i 30 minuti) in cui il forno viene mantenuto a temperatura costante di picco prima di iniziare la fase di discesa e raffreddamento.
Gruppo di minerali allumosilicati ricchi di potassio o sodio, usati come fondenti principali nella produzione di gres, porcellane e smalti per alta temperatura (1200°-1300°C).
Strumento costituito da un filo metallico sottile o treccia di nylon con due manici in legno, usato per tagliare panetti di argilla o staccare i pezzi finiti dal piatto del tornio.
Componente chimico (es. ossidi di calcio, sodio, potassio, zinco, boro) che abbassa il punto di fusione della silice pura da 1710°C alle temperature di lavoro del forno ceramico.
Classificazione che certifica che uno smalto, se correttamente cotto e maturato, non rilascia metalli pesanti tossici (piombo, cadmio) ed è sicuro per stoviglie, tazze e piatti da cucina.
Sagome sagomate in legno MDF compresso o resina dai bordi smussati, usate per drapeggiare e pressare lastre d'argilla stese, creando piatti, ciotole quadrate e vassoi di serie perfettamente identici.
Le due principali tipologie costruttive di forni elettrici per ceramica: i forni a pozzetto (carica dall'alto) offrono compattezza, leggerezza ed economicità; i forni a porta frontale offrono ergonomia superiore per caricare piastre pesanti e sculture voluminose.
Strumento termico isolato con mattoni refrattari leggeri e riscaldato da resistenze in Kanthal, controllato da microprocessore per eseguire curve di cottura precise sia per biscotto che per smalti.
Composti vetrosi prodotti per fusione ad alta temperatura e immediato raffreddamento in acqua, poi finemente macinati in polvere per rendere insolubili e sicuri elementi chimici instabili.
Gesso emiidrato a granulometria finissima, calibrato per avere una porosità aperta omogenea, ideale per la colata di stampi e matrici per barbottina.
Polimero legante solubile in acqua che aumenta la fluidità, rallenta l'asciugatura e conferisce resistenza meccanica allo strato di smalto o ingobbio crudo applicato a pennello.
Impasto ceramico a pasta compatta e vetrificata, cotto ad alta temperatura (1200°C - 1300°C), estremamente resistente, non poroso e impermeabile anche senza smalto.
Impasto da alta temperatura a basso contenuto di ferro che cuoce a 1200°-1260°C assumendo un colore bianco avorio o grigio chiarissimo, base perfetta per esaltare i colori degli smalti.
Trasformazione fisica e cristallina della silice che a 573°C passa dalla forma alfa a quella beta subendo un'improvvisa espansione volumetrica del +0.45%, e viceversa in raffreddamento.
Smalti liquidi arricchiti con frammenti e granuli di fritte di vetro colorate (cristalli) che, fondendo a 1000°-1020°C, esplodono sulla superficie ceramica creando sfumature, macchie organiche e suggestivi effetti screziati.
Composto refrattario ad alta percentuale di allumina formulato per essere steso sui ripiani in cordierite del forno, impedendo l'adesione permanente di gocce di smalto fuso.
Macchina da laboratorio dotata di rulli metallici regolabili per stendere blocchi di argilla in lastre perfettamente piane, omogenee e di spessore millimetrico desiderato.
Tecnica costruttiva che prevede la stesura dell'argilla in sfoglie piane di spessore regolare tramite mattarello o laminatoio per poi ritagliarle e assemblarle.
Preparazioni resinose contenenti metalli preziosi disciolti (oro zecchino, platino, rame, madreperla) applicate su pezzi già smaltati e cotti a 720°-780°C.
Pregiata tecnica tradizionale italiana consistente nella decorazione a pennello su smalto bianco opaco a base di stagno non ancora cotto (a crudo).
Attrezzo fondamentale per scultura e tornitura, costituito da un manico in legno con estremità a nastro metallico sagomato per asportare l'argilla in eccesso.
Raffinata tecnica decorativa di origine coreana in cui si incide un disegno fine nell'argilla a durezza cuoio, si riempiono i solchi con ingobbio a contrasto e poi si raschia la superficie piana rivelando linee nitide e perfette.
Processo in cui l'oggetto crudo e lo smalto/ingobbio vengono cotti contemporaneamente in un unico ciclo termico, saltando la fase intermedia del biscotto.
Metodo decorativo per creare bassorilievi in cui si dipinge un motivo con cera liquida o gommalacca su argilla secca o a durezza cuoio, per poi passare una spugna bagnata: l'acqua erode la terra nuda lasciando il disegno cerato in rilievo netto.
Tecnica artistica giapponese in cui canne e blocchi di argille colorate con pigmenti vengono assemblati in motivi geometrici (fiori, scacchi, spirali) e poi tagliati a fette per comporre piatti e ciotole.
Tecnica giapponese e classica che consiste nell'unire, laminare o tornire insieme blocchi di argille tinteggiate con pigmenti di colori diversi per creare motivi e venature passanti.
Struttura ceramica refrattaria forata con spilli metallici in nichel-cromo (o punte coniche) per cuocere oggetti completamente smaltati anche sul fondo con minimi punti di contatto.
Minerale in polvere ad alto indice di rifrazione aggiunto a una cristallina trasparente (in percentuali dal 5% al 15%) per renderla bianca, coprente e non trasparente.
Il più potente e stabile colorante ceramico esistente, capace di produrre un blu brillante e profondo in qualsiasi atmosfera e temperatura già a dosaggi minimi (0.2% - 1%).
Colorante universale che produce un'immensa gamma di tinte: giallo, miele, ambra e ruggine in ossidazione; verde celadon tenue (1-2%) o nero lucido Tenmoku (8-10%) in riduzione.
Ossido metallico che produce colorazioni dal bruno, marrone cioccolato fino al melanzana e al nero opaco metallizzato se usato in concentrazioni elevate.
Ossido versatile che conferisce magnifici verdi mela o turchesi brillanti in forni elettrici ossidanti, e il celebre "Rosso Sangue di Bue" o riflessi ramati nel Raku e nella riduzione.
Minerale naturale composto da biossido di titanio e impurità di ferro, noto per creare spettacolari superfici screziate, opalescenze e finiture setose negli smalti da gres.
Composti inorganici a base di metalli di transizione (cobalto, rame, ferro, manganese, nichel) utilizzati per colorare impasti, ingobbi e smalti.
Impasto innovativo ottenuto miscelando polpa di cellulosa di carta fine all'argilla liquida (10-30% in volume): la cellulosa crea una rete microscopica che consente di unire asciutto su asciutto senza crepe.
Pennelli a pelo morbido e fitto (capra, bue, martora o sintetici morbidi) ad altissima capacità di assorbimento per stendere smalti, ingobbi e cristalline senza rigature.
Ripiani piani in cordierite o carburo di silicio refrattario utilizzati insieme alle colonnette per creare piani d'appoggio modulari all'interno del forno.
Pinze metalliche con punte sottili e affilate a contatto minimo, progettate per afferrare tazze, vasi e ciotole durante l'immersione nei tini di smalto senza lasciare impronte.
Dispositivi a forma piramidale composti da miscele ceramiche calibrate che si piegano a una precisa quantità di lavoro termico (calore + tempo) per verificare la corretta cottura.
La prima e più intuitiva tecnica di modellazione: si parte da una pallina di argilla inserendo il pollice al centro e pizzicando ritmicamente le pareti tra pollice e indice ruotando il pezzo.
Smalto fluido fondente formulato da Mayco (disponibile in versione bianca e ambra) per essere steso sopra o sotto altri smalti, inducendo un movimento armonioso di colature e sfumature organiche durante la fusione.
Difetto superficiale dello smalto caratterizzato dalla presenza di minuscoli crateri o fori a punta di spillo dovuti alla fuoriuscita di gas durante la fase di fusione.
La materia prima vetrificante fondamentale (SiO2) di tutti gli smalti ceramici, impasti e corpi di gres. Crea il reticolo tridimensionale di vetro trasparente.
Programmazione termica in cui il forno non viene lasciato raffreddare liberamente per dispersione naturale, ma riscaldato a gradiente controllato durante la discesa (es. 50°C/ora tra 1100°C e 900°C) per favorire la formazione di cristalli microscopici superficiali.
Condizione di cottura in cui l'apporto di ossigeno all'interno della camera del forno viene limitato, costringendo la fiamma a sottrarre ossigeno dagli ossidi presenti negli smalti e nell'argilla.
La diminuzione progressiva di volume e dimensione lineare che un oggetto in argilla subisce prima durante l'essiccazione all'aria e poi durante la cottura nel forno.
Sistema standardizzato mondiale di piramidi ceramiche calibrate da Cono 022 (600°C) fino a Cono 14 (1400°C), utilizzate per misurare l'effettivo lavoro termico (temperatura x tempo) all'interno del forno durante la cottura.
Attrezzo circolare con rete in ottone o acciaio inossidabile a maglie calibrate (da 60 a 120 mesh) usato per filtrare gli smalti ed eliminare ogni grumo o impurità minerale.
Grave difetto in cui lo smalto si distacca a scaglie o schegge taglienti dai bordi o rilievi dell'oggetto, provocato da un'eccessiva compressione (COE dello smalto molto inferiore a quello del corpo ceramico).
Tecnica decorativa classica consistente nell'applicare uno strato di ingobbio a contrasto sull'argilla a durezza cuoio per poi inciderlo con punte metalliche facendo riaffiorare il colore della terra sottostante.
Forte sollecitazione meccanica causata da un rapido e disomogeneo cambio di temperatura tra superficie interna ed esterna del manufatto, che può provocare spaccature.
Sistema composto da un piatto adattatore in legno idrorepellente o plastica con alloggiamento sagomato per formelle quadrate o tonde estraibili, permettendo di rimuovere vasi, piatti e lastre tornite senza toccarli o tagliarli con il filo.
Tecnica decorativa che consiste nell'applicare cordoncini, punti, perline e linee di barbottina o smalto ad alta densità direttamente sul manufatto tramite un flacone comprimibile munito di beccuccio o cannuccia metallica.
Metodo di applicazione dello smalto consistente nell'immergere per 2-4 secondi il manufatto biscottato all'interno di un tino contenente la sospensione liquida.
Rivestimento ceramico reso bianco e totalmente coprente tramite l'aggiunta di opacizzanti (silicato di zirconio o ossido di stagno), ideale per mascherare argille rosse o come base per maiolica.
Smalto sofisticato formulato con elevate percentuali di ossido di zinco e silice che, durante una specifica curva di raffreddamento controllato con soste termiche a 1050°-1100°C, fa crescere spettacolari cristalli tridimensionali di willemite.
Smalto completamente fuso e privo di cristalli superficiali che crea uno strato perfettamente liscio e altamente riflettente, facile da lavare e resistente alle macchie.
Smalto la cui superficie non riflette la luce a specchio ma presenta una finitura morbida, setosa o vellutata al tatto, dovuta alla presenza di microcristalli (calcio, magnesio, zinco) formati durante il raffreddamento.
Smalto formulato specificamente per fondere tra i 1200°C e i 1280°C (coni Orton 5-9), integrandosi a livello molecolare con il corpo del gres per creare superfici ultraresistenti e impermeabili.
Smalto formulato con combinazioni di ossidi metallici instabili e microelementi che durante la fusione reagiscono creando sfumature cromatiche dinamiche, macchie e sfumature uniche su ogni pezzo.
Rivestimento vetroso privo di opacizzanti e pigmenti che una volta cotto diventa un vetro trasparente e lucido, proteggendo il corpo ceramico ed esaltando i colori sottostanti.
Colori ceramici fluidi pronti all'uso formulati con pigmenti stabili e leganti, applicabili a pennello sia su argilla cruda che su biscotto, poi coperti con cristallina trasparente.
Spaccatura netta e liscia che attraversa l'intero spessore del manufatto cotto, provocata dal raffreddamento troppo rapido del forno durante il passaggio di inversione del quarzo.
Spugna naturale a pori finissimi e altissima elasticità usata per assorbire l'acqua dal fondo dei vasi al tornio e lisciare i bordi senza togliere sabbia o particelle fini.
Spugna a celle finissime ad elevato potere assorbente, studiata per lisciare orli e labbri al tornio, rimuovere bave e pulire alla perfezione il fondo dei pezzi prima dell'infornata.
Attrezzo piatto sagomato in legno duro, gomma siliconica o metallo utilizzato per lisciare, comprimere e rifinire le pareti del vaso al tornio o a mano.
Denominazione universale per ceramiche vetrificate ad alta temperatura (1200°-1300°C) caratterizzate da assorbimento idrico inferiore al 2%, durezza elevata e resistenza agli sbalzi termici.
Smalto ceramico liquido pronto all'uso ad altissima pigmentazione, applicabile sia su argilla cruda (a cuoio) che su biscotto, con una scala di cottura amplissima da Cono 06 (1000°C) fino a Cono 6 e 10 (1220°-1280°C).
L'operazione in cui una scultura modellata piena viene tagliata a metà a durezza cuoio, scavata all'interno con mirette fino a uno spessore omogeneo di 1-2 cm e risigillata con barbottina.
Raffinato rivestimento a base di frazione colloidale finissima di argilla decantata in acqua con deflocculante per giorni: lucidata a crudo con un panno morbido dona una lucentezza cerosa e setosa senza uso di smalti.
Materiale ceramico a pasta porosa cotto a bassa temperatura (900°C - 1050°C), caratterizzato dal tipico colore caldo rosso-arancio dato dalla presenza naturale di ossidi di ferro.
Impasto ceramico poroso a pasta bianca fine composto da argille calcaree, silice e fondenti, cotto tra 980°C e 1050°C, storico supporto della manifattura ceramica decorata e della terraglia artistica europea.
Terzo ciclo termico a bassa temperatura (720°-800°C) per fissare su superfici già smaltate e cotte decalcomanie, lustri metallici iridescenti, oro o colori soprasmalto.
Strumenti in legno duro, silicone o resina intagliati con pattern geometrici, floreali o tridimensionali, progettati per essere rullati o premuti sull'argilla fresca per imprimere trame continue.
Il movimento combinato e sincronizzato delle dita interne ed esterne che premono e salgono contemporaneamente lungo la parete per assottigliarla e alzarla in un cilindro slanciato.
Piatto rotante manuale pesante in ghisa o alluminio montato su cuscinetti a sfera, usato per modellare sculture, dipingere fasce concentriche a pennello o rifinire vasi a mano libera.
Macchina rotante azionata a motore elettrico o a pedale su cui il ceramista foggia forme circolari simmetriche (ciotole, cilindri, vasi, bottiglie) sfruttando la forza centrifuga e la pressione delle mani.
Macchina moderna per vasai dotata di motore elettrico a velocità regolabile tramite pedale, piatto rotante in alluminio e vaschetta paraspruzzi smontabile per la foggiatura rapida e precisa di ceramiche cave.
Fase di lavorazione in cui il manufatto, asciugato fino alla durezza cuoio, viene rimesso al tornio e scolpito con mirette per togliere l'argilla in eccesso e creare il piede d'appoggio.
Matite e pastelli speciali composti da pigmenti ceramici calcinati e leganti, utilizzabili per disegnare a mano libera, tratteggiare e firmare direttamente sul biscotto poroso.
Il processo chimico-fisico che avviene ad alta temperatura (1200°-1300°C) in cui i componenti fondenti dell'argilla fondono riempiendo tutti i pori e trasformando il corpo in una pietra compatta e impermeabile.
Sostanza silicea e fondente che a caldo si trasforma in vetro sottile trasparente o colorato aderendo alla superficie del biscotto ceramico.
Difetto consistente nella deformazione, curvatura o perdita di planarità di piatti, lastre e vasi durante la cottura, causato da tensioni interne, memoria plastica o appoggio non piano.
Emulsione liquida a base di cera idrorepellente che si stende a pennello sul piede dei vasi o su aree decorative: impedisce allo smalto liquido di aderire e brucia completamente nel forno senza lasciare traccia.
Storica e densa decorazione rinascimentale a base di ossido di cobalto a rilievo su smalto bianco maiolicato, caratteristica delle manifatture toscane e laziali del '400.