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Vaso botanico in grès con decoro lavanda e smalto azzurro: progetto completo con argilla PCLI SIo-2, Lavender Mayco e Carolina Blue

Immagine Vaso botanico in grès con decoro lavanda e smalto azzurro: progetto completo con argilla PCLI SIo-2, Lavender Mayco e Carolina Blue

Creare un vaso botanico in grès decorato a mano è uno di quei progetti che permettono di unire modellazione, rifinitura accurata e decorazione cromatica in modo davvero appagante. In questo articolo noi di Cerama proponiamo un’idea concreta, elegante e perfettamente realizzabile in laboratorio: un vaso cilindrico o leggermente ovato con texture vegetale incisa, dettagli pittorici color lavanda e una finitura azzurro brillante all’esterno o in aree selezionate.

Per ottenere un risultato coerente dal punto di vista tecnico e visivo, lavoreremo con tre materiali che dialogano molto bene tra loro: Argilla PCLI SIo-2, Lavender Mayco e Carolina Blue. Il progetto è pensato per ceramisti professionisti, corsisti avanzati e anche appassionati ben organizzati che vogliono unire forma e superficie con metodo.

La base di tutto è una stoneware molto interessante, disponibile nella sezione Impasti ceramici e perfettamente in linea con il mondo delle Refrattarie e stoneware. La decorazione, invece, si sviluppa attraverso un sottosmalto versatile della linea Fundamentals Mayco e una copertura lucida e intensa della gamma Bellissimo Colorobbia. Lavoreremo inoltre con strumenti di supporto come spugne e pennelli, facilmente reperibili tra Strumenti, Spugne e Pennelli.

L’obiettivo non è soltanto ottenere un bel pezzo, ma capire come costruire una superficie ceramica credibile, pulita e durevole, evitando combinazioni improvvisate o passaggi che in cottura possano creare problemi. Vedremo quindi come progettare la forma, in che fase intervenire con incisioni e colore, come gestire il biscotto e come applicare lo smalto finale con criterio.

Il progetto: un vaso botanico contemporaneo da decorare a strati

L’idea creativa che proponiamo è un vaso da interno alto circa 20–28 cm, con pareti non troppo sottili, profilo essenziale e una decorazione ispirata a steli, foglie sottili e piccoli fiori di lavanda. Il linguaggio estetico è contemporaneo, ma con una forte impronta artigianale: la forma resta pulita, mentre la superficie racconta il lavoro manuale attraverso incisioni leggere, variazioni di spessore cromatico e contrasti tra opaco e lucido.

Possiamo immaginare due varianti ugualmente riuscite. La prima è un vaso cilindrico leggermente svasato, molto elegante e semplice da inserire in ambienti moderni. La seconda è un vaso panciuto con collo più stretto, adatto se vogliamo enfatizzare la componente scultorea della modellazione. In entrambi i casi, il decoro non deve coprire tutto in modo indiscriminato: funziona meglio una composizione ariosa, con zone di respiro e una distribuzione ben pensata dei motivi.

Dal punto di vista tecnico, questo progetto è interessante perché combina modellazione in grès, decorazione sottosmalto e smalto finale ad ampio range di cottura. È una combinazione molto utile per chi desidera costruire una routine di lavoro solida su pezzi artistici ma anche potenzialmente funzionali, se il vaso è destinato a contenere acqua e fiori freschi.

Prima di entrare nel processo, conviene chiarire il principio più importante: la decorazione deve rispettare il comportamento del supporto e la logica della cottura finale. Non basta scegliere colori belli; serve una sequenza corretta, soprattutto quando si usano sottosmalti e smalti con funzioni diverse.

Perché questi materiali funzionano bene insieme

La Argilla PCLI SIo-2 è una stoneware con fibre di carta e chamotte impalpabile, con range di cottura 1100°C–1260°C. Questo la rende molto interessante per un vaso modellato a mano, perché unisce plasticità elevata, buona tenuta nelle forme articolate e maggiore sicurezza in essiccazione grazie alla presenza delle fibre. Quando si progettano pareti con leggere variazioni di spessore, incisioni o applicazioni superficiali, avere un impasto tollerante è un vantaggio reale.

Noi apprezziamo molto questo tipo di argilla per i lavori che richiedono una modellazione espressiva ma controllata. La chamotte fine non disturba la rifinitura, mentre la carta aiuta a ridurre il rischio di crepe in passaggi delicati, come l’unione del fondo alla parete o la costruzione di un collo stretto sopra una pancia ampia. Se lavorate spesso forme complesse, vale la pena esplorare anche la categoria Argille plastiche e gli Impasti speciali.

Il colore Lavender Mayco è un sottosmalto lavanda chiaro utilizzabile sia su argilla cruda sia su biscotto. Questa flessibilità è preziosa perché ci consente di scegliere il momento più adatto in base al tipo di decoro. Nel nostro progetto lo useremo soprattutto per dipingere dettagli botanici sul biscotto, in modo da avere maggiore precisione e pulizia. Essendo un sottosmalto, può restare opaco se lasciato a vista, oppure essere coperto da uno smalto trasparente o da altre soluzioni compatibili quando vogliamo una superficie più sigillata.

Infine, Carolina Blue è uno smalto lucido azzurro compatibile con un range molto ampio, da 955°C a 1250°C. Questa caratteristica è particolarmente utile perché si colloca bene nel campo operativo della stoneware usata per il vaso. Inoltre offre copertura efficiente, buona applicabilità a pennello, spugna o spruzzo e una resa visiva fresca e luminosa. Per chi lavora spesso sulle superfici, la sezione Smalti liquidi è un riferimento prezioso per confrontare finiture e temperature.

La compatibilità, in pratica, nasce da questo: supporto stoneware robusto, sottosmalto flessibile per il disegno, smalto finale adatto al range di maturazione dell’impasto. È una triade molto sensata per un progetto decorativo raffinato ma concreto.

Concept estetico: lavanda, cielo e rilievi vegetali

Il tema cromatico del progetto si basa su una combinazione molto leggibile: lavanda chiaro + azzurro cielo + tono naturale del grès. È un equilibrio elegante perché evita la saturazione eccessiva, ma non cade nel banale. Il lavanda porta delicatezza e dettaglio, mentre l’azzurro introduce una massa cromatica più piena e una finitura lucida capace di valorizzare la forma.

Per ottenere un manufatto davvero convincente, consigliamo di non trattare il colore come una semplice “copertura”. Meglio pensarlo come parte della struttura visiva del vaso. Le incisioni leggere o i piccoli rilievi vegetali possono diventare una mappa per il colore. Alcune zone resteranno più nude, lasciando parlare l’impasto; altre accoglieranno il decoro pittorico lavanda; altre ancora saranno avvolte dal Carolina Blue, magari sul bordo superiore, all’interno del vaso o nella parte bassa del corpo.

Un’impostazione molto efficace è questa: esterno prevalentemente naturale con decori lavanda e interno smaltato in azzurro lucido. In questo modo si ottiene un contrasto raffinato tra fuori e dentro, e si migliora anche la funzionalità se il vaso deve contenere acqua. Un’altra soluzione interessante è applicare l’azzurro all’esterno solo nella parte inferiore, creando una fascia piena che visivamente “ancora” il pezzo.

Quando lavoriamo con tonalità leggere e motivi botanici, il rischio principale è eccedere con i dettagli. Meglio pochi segni ben posizionati che una superficie sovraccarica. La lavanda vera non è grafica rigida: ha ritmo, verticalità, piccoli grappoli, steli sottili, leggere irregolarità. Portare questa naturalezza nel decoro rende il pezzo più credibile e meno artificioso.

Materiali e attrezzatura consigliati

Per realizzare il vaso servono innanzitutto circa 1,5–3 kg di Argilla PCLI SIo-2, a seconda delle dimensioni finali e dello spessore desiderato. Trattandosi di un impasto molto plastico, possiamo lavorarlo a lastra, a colombino oppure al tornio, ma per questo progetto il metodo più controllabile, soprattutto per chi vuole incidere e decorare con calma, è la costruzione a lastra o a lastra curvata.

Per la decorazione useremo Lavender Mayco, che può essere steso con pennelli morbidi, pennelli a punta lunga per i tratti vegetali oppure leggermente diluito per velature e sfumature. Se desiderate esplorare altri colori o completare la tavolozza, trovate molte possibilità nella categoria Engobbi liquidi e nella linea Sottocristalline, ma per questo lavoro il lavanda da solo è già molto espressivo.

Lo smalto finale scelto è Carolina Blue. Se volete gestire meglio le campiture, preparate anche pennelli dedicati agli smalti, contenitori puliti, una spugna per rifinire il piede e strumenti da ritocco. Per il lavoro di modellazione e rifinitura sono utili stecche, mirette, coltelli da ceramica e strumenti reperibili nella sezione Utensili per modellare.

Tra gli accessori che consigliamo sempre ci sono anche spugne morbide per controllare l’umidità e lisciare senza stressare la superficie. Una gestione corretta dell’acqua fa la differenza tra un vaso pulito e uno pieno di segni involontari. Tenete a disposizione tavole assorbenti, teli in plastica per l’essiccazione lenta e, se lavorate in serie o in ambiente strutturato, date un’occhiata anche alla selezione di Kit Creativi e altri Strumenti.

Fase 1: progettazione della forma e preparazione dell’argilla

Prima di toccare l’argilla, conviene disegnare rapidamente il profilo del vaso. Non serve un progetto accademico, ma è importante stabilire altezza, diametro, punto di massima espansione e apertura del bordo. Questo evita di improvvisare in corso d’opera, soprattutto se volete coordinare il decoro con le proporzioni del pezzo.

Se scegliete la tecnica a lastra, stendete la PCLI SIo-2 a uno spessore orientativo di 7–9 mm per un vaso medio. Uno spessore troppo sottile rende il pezzo più elegante, ma aumenta il rischio di deformazioni; troppo spesso, invece, appesantisce la forma e rallenta l’essiccazione. Con questa argilla è possibile lavorare bene anche forme relativamente sottili, ma conviene restare in una fascia equilibrata, soprattutto se il vaso deve essere funzionale.

Lasciate riposare leggermente la lastra fino a quando perde la morbidezza eccessiva ma resta ben modellabile. In questa fase, la presenza di fibre nell’impasto aiuta davvero: la lastra si comporta in modo più stabile e tollera bene passaggi che con altri impasti potrebbero risultare critici. Se state cercando altre basi adatte alla modellazione scultorea, la categoria Argille plastiche è sempre un buon punto di partenza.

Tagliate quindi il rettangolo per il corpo del vaso e il disco per il fondo, considerando una minima abbondanza da rifinire. Se volete una forma leggermente conica o svasata, il rettangolo può trasformarsi in un trapezio molto dolce. La regolarità del taglio è importante, ma non deve diventare un’ossessione: rifiniremo tutto più avanti, quando il pezzo avrà raggiunto la consistenza giusta.

Fase 2: assemblaggio del corpo e gestione delle giunzioni

Curvate la lastra attorno a un supporto cilindrico, a un tubo di cartone robusto o semplicemente lavorando a mano sul tavolo. Unite i lati con il classico sistema incidi, barbottina, comprimi. Anche se l’argilla con carta perdona molto, non bisogna prendere scorciatoie: una giunzione debole resta una giunzione debole, e può aprirsi sia in essiccazione sia in cottura.

Dopo avere chiuso il cilindro, unite il fondo. Rifilate l’eccesso e comprimete con attenzione sia all’interno sia all’esterno. Questo passaggio è fondamentale per la resistenza del vaso. Noi insistiamo spesso su un punto che viene trascurato: la compressione meccanica della giunzione conta quanto la barbottina. Non basta “incollare”; bisogna fondere davvero le parti.

Quando il pezzo è montato, controllate che il bordo sia planare o intenzionalmente mosso, ma non casualmente storto. Se volete un bordo morbido e naturale, potete alterarlo leggermente con le dita, purché il gesto sia coerente con tutto il vaso. Se invece puntate a una linea contemporanea pulita, rifinite con stecca e spugna quasi asciutta.

Lasciate tirare il pezzo fino a durezza cuoio prima di procedere con eventuali correzioni di profilo. In questo stadio la PCLI SIo-2 mostra bene la sua qualità: mantiene lavorabilità anche su forme complesse, riducendo il rischio di collassi e tensioni improvvise.

Fase 3: texture e decoro inciso prima dell’essiccazione

Una volta raggiunta la durezza cuoio, possiamo intervenire con il linguaggio botanico. L’idea non è scavare profondamente, ma creare linee sottili, piccoli rilievi o impronte vegetali molto leggere. Le incisioni troppo profonde, oltre a indebolire la parete, rischiano di diventare invadenti quando aggiungeremo il colore.

Disegnate con una matita morbida o con uno stecchino la disposizione degli steli. Immaginate gruppi verticali che salgono dal basso verso l’alto, con qualche diramazione e piccoli accenti floreali. Potete incidere i contorni o semplicemente segnare alcuni percorsi che poi verranno enfatizzati dal Lavender Mayco. Il risultato migliore arriva quando il rilievo è suggerito, non urlato.

Per levigare le zone attorno al decoro, usate una spugna ben strizzata. Evitate di bagnare troppo: l’acqua in eccesso smolla i bordi delle incisioni e può trascinare particelle fini, creando una pelle poco pulita. Se volete perfezionare il controllo superficiale, organizzate il banco con diversi strumenti da Utensili per modellare e accessori di rifinitura.

Un errore frequente è voler “chiudere” ogni microsegno con acqua e spugna. In realtà un vaso botanico artigianale vive anche di piccole vibrazioni tattili. La rifinitura deve essere accurata, non sterilizzata. Lasciate che la mano resti percepibile, purché il pezzo sia coerente e professionalmente pulito.

Fase 4: essiccazione corretta e prima cottura a biscotto

L’essiccazione deve essere lenta e uniforme. Coprite il vaso con plastica sottile per i primi giorni, soprattutto se il laboratorio è caldo o ventilato. Le fibre di carta presenti nell’impasto aiutano, ma non annullano le regole base della ceramica: i punti critici restano il fondo, il bordo e le giunzioni.

Controllate periodicamente il pezzo e, se necessario, capovolgetelo o variate leggermente la copertura per equilibrare la perdita di umidità. Quando l’argilla è completamente asciutta e fredda al tatto non lo è più, allora potete programmare il biscotto. Una salita troppo rapida su un pezzo ancora umido è una delle cause più banali e più frustranti di rottura.

Per la prima cottura, scegliete un ciclo da biscotto adatto alla vostra prassi di laboratorio. L’obiettivo è ottenere un supporto assorbente ma abbastanza solido da essere decorato con precisione. In generale, il biscotto deve lasciare il pezzo pronto a ricevere sottosmalto e smalto senza diventare troppo chiuso o eccessivamente fragile.

Chi lavora con regolarità sa che la qualità della decorazione finale dipende moltissimo da questa fase. Un biscotto ben eseguito facilita pennellata, adesione e pulizia del colore. Se state organizzando il laboratorio in modo più completo, può essere utile tenere d’occhio anche la sezione Accessori forno per la gestione pratica delle cotture.

Fase 5: decorazione sul biscotto con Lavender Mayco

Una volta cotto il biscotto, pulite la superficie con una spugna appena umida o con aria compressa leggera, in modo da rimuovere polvere residua. A questo punto entra in scena Lavender Mayco, un sottosmalto molto versatile che in questo progetto usiamo come voce grafica principale.

Per i decori botanici consigliamo pennelli fini ma elastici. Il colore può essere steso in modo coprente per i piccoli grappoli floreali, oppure leggermente diluito per suggerire ombre, trasparenze e passaggi più morbidi lungo gli steli. Il lavanda chiaro funziona molto bene proprio quando non viene trattato come un blocco piatto: stratificare 2 o 3 passaggi sottili dà spesso una profondità più elegante di una mano pesante.

Seguite le incisioni solo dove serve. In alcuni punti potete ricalcare il tracciato; in altri è meglio scostarsi leggermente, lasciando che il colore interpreti il rilievo senza ingabbiarlo. Questa libertà controllata rende il vaso più pittorico. Se amate le superfici decorate, può essere utile esplorare anche la categoria Engobbi liquidi per comprendere come differenti famiglie di prodotto reagiscono sul biscotto.

Ricordate un principio importante: il sottosmalto non va confuso con uno smalto coprente lucido. Se lasciato senza altra finitura, mantiene un aspetto opaco. Questo può essere bellissimo sulle zone esterne del vaso, specie se volete un contrasto con l’azzurro brillante. Se invece desiderate una superficie completamente vetrificata anche sopra il lavanda, allora la strategia dovrebbe includere una cristallina compatibile, da scegliere tra le Cristalline neutre o nella sezione Cristalline liquide. In questo specifico progetto, però, proponiamo di lasciare il lavanda opaco all’esterno e usare il lucido azzurro in zone separate, per una lettura più sofisticata.

Fase 6: applicazione dello smalto Carolina Blue

Dopo che il sottosmalto si è asciugato perfettamente, possiamo applicare Carolina Blue. Questo smalto è molto interessante perché unisce colore fresco, finitura lucida e ampia compatibilità di cottura. Per il nostro vaso consigliamo due modalità principali.

La prima, molto pratica, è smaltare l’interno del vaso e una porzione del bordo superiore. In questo modo si protegge la parte funzionale che conterrà acqua e si crea una sorpresa cromatica elegante all’apertura del pezzo. La seconda modalità è applicare una fascia esterna inferiore, alta circa un terzo del vaso, lasciando la parte superiore naturale e decorata a lavanda. È una soluzione perfetta per chi ama il dialogo tra materia e colore.

Per ottenere una stesura uniforme a pennello, seguite le indicazioni pratiche del prodotto e lavorate con mani regolari, senza ritornare troppe volte sulle stesse zone mentre lo smalto sta già tirando. In generale, due mani ben distribuite sono più sicure di un’applicazione eccessivamente carica in un solo passaggio. Se decidete di usare spugna o spruzzo, fate prima delle prove su test tiles, perché la densità visiva cambia parecchio.

Tenete pulito il piede del vaso e controllate bene il bordo inferiore dello smalto, soprattutto se create una fascia esterna. Una linea troppo indecisa o sporca può compromettere tutta l’eleganza del manufatto. Chi ama sperimentare finiture lucide e coprenti può approfondire anche la gamma Bellissimo Colorobbia e, più in generale, il reparto Smalti liquidi.

Temperatura di cottura finale: come restare coerenti con i materiali

La riuscita del progetto dipende da una scelta di cottura finale sensata. La PCLI SIo-2 lavora in un range da 1100°C a 1260°C, mentre Carolina Blue è compatibile da 955°C a 1250°C. Questo significa che esiste una fascia di lavoro comune molto comoda. Per un vaso in grès, la logica è orientarsi verso una cottura stoneware coerente con la maturazione dell’impasto, verificando sempre il comportamento reale del proprio forno e delle proprie curve.

Il sottosmalto Lavender Mayco ha un ampio margine di utilizzo e si presta bene sia al disegno sia alla copertura leggera. In ogni caso, quando si lavora con combinazioni di materiali su un progetto importante, la regola professionale resta la stessa: fare prove preliminari su campioni dello stesso impasto, con lo stesso biscotto e la stessa curva di cottura.

Non esiste scorciatoia migliore del test. Lo stesso azzurro può apparire più pieno o più disteso in base allo spessore applicato e alla temperatura finale; il lavanda può risultare più morbido o più chiaro a seconda dell’assorbimento del biscotto e dell’eventuale vicinanza a zone smaltate lucide. Un paio di piastrelle prova vi fanno risparmiare molti dubbi e possibili delusioni.

Se il vaso è destinato a contenere acqua regolarmente, è particolarmente importante verificare che l’interno sia ben smaltato e ben maturato. La funzione conta quanto l’estetica. Un pezzo bello ma non ben rifinito sul piano tecnico rischia di deludere nell’uso reale.

Errori da evitare assolutamente

Il primo errore è forzare l’essiccazione. Anche con un impasto molto generoso come la PCLI SIo-2, asciugare troppo in fretta un vaso assemblato porta tensioni, ovalizzazioni e talvolta crepe alla base. La calma in questa fase non è tempo perso: è parte del risultato.

Il secondo errore è caricare troppo il sottosmalto nelle zone di dettaglio. Il lavanda chiaro rende meglio con una mano consapevole e stratificata. Se insistete in modo pesante sui piccoli fiori o sui tratti sottili, rischiate di appesantire visivamente il vaso e perdere la grazia botanica che rende il progetto interessante.

Il terzo errore è trattare lo smalto lucido come se fosse una pittura decorativa qualsiasi. Carolina Blue va applicato con pulizia, pensando a spessori, colature possibili, margini e piede del pezzo. Una bella forma può essere rovinata da una goccia cotta sotto il bordo o da un piede non pulito.

Un altro errore frequente è non progettare il rapporto tra le superfici. Se smaltate ovunque in azzurro e poi aggiungete lavanda senza gerarchia, il vaso perde carattere. Ogni zona deve avere una funzione visiva: materia, segno, lucentezza. Quando questi tre registri collaborano, il pezzo acquista davvero presenza.

Varianti del progetto per professionisti, corsi e produzioni in piccola serie

Questo vaso botanico può diventare facilmente una piccola collezione. Una prima variante consiste nel mantenere la stessa forma ma cambiare il ritmo dei decori: alcuni pezzi con steli radi e verticali, altri con grappoli più fitti concentrati su un lato. In questo modo si crea una serie coerente ma non ripetitiva, molto adatta a gallerie, shop di artigianato o produzioni stagionali.

Per chi tiene corsi, il progetto è didatticamente molto valido. Permette di insegnare assemblaggio a lastra, gestione dell’essiccazione, decorazione a sottosmalto e applicazione dello smalto finale nello stesso manufatto. Inoltre il tema botanico è accessibile anche a chi non ha grandi competenze di disegno, perché si presta a segni semplici e ripetibili.

In una produzione in piccola serie, consigliamo di standardizzare le dimensioni del vaso e lasciare variabile solo il decoro. Usando sempre la stessa base di argilla PCLI SIo-2, lo stesso Lavender Mayco e lo stesso Carolina Blue, si mantiene un’identità riconoscibile senza rinunciare all’unicità del pezzo fatto a mano.

Se lavorate spesso in serie, può essere utile organizzare il banco materiali per famiglie: impasti nella sezione Impasti ceramici, superfici nella categoria Fundamentals Mayco e finiture nel reparto Smalti liquidi. Una buona organizzazione riduce errori e rende il processo molto più fluido.

Conclusione: un progetto elegante, tecnico e davvero appagante

Il bello di questo vaso botanico è che mette insieme solidità tecnica e delicatezza visiva. La PCLI SIo-2 offre una base eccellente per costruire la forma con tranquillità; il Lavender Mayco consente una decorazione leggera, precisa e ricca di possibilità; il Carolina Blue aggiunge presenza, lucentezza e funzione, soprattutto nelle zone che richiedono una finitura più protettiva.

Noi di Cerama consigliamo questo progetto a chi vuole uscire dalla logica del “pezzo smaltato tutto uguale” e iniziare a ragionare in termini di stratificazione della superficie. Materia, segno e smalto non devono competere: devono sostenersi a vicenda. È proprio questo equilibrio a dare al manufatto un carattere professionale.

Se volete realizzarlo, potete partire dai materiali protagonisti del progetto: Argilla PCLI SIo-2, Lavender Mayco e Carolina Blue. Per completare il banco di lavoro, esplorate anche Impasti ceramici, Pennelli, Spugne e Smalti liquidi. Con i test giusti e una buona cura delle fasi, questo vaso può diventare un pezzo forte del vostro laboratorio.

FAQ

Posso usare Lavender Mayco direttamente sull’argilla cruda?

Sì, è un sottosmalto adatto sia su argilla cruda sia su biscotto. In questo progetto consigliamo il biscotto perché permette un controllo maggiore del decoro botanico e riduce il rischio di sporcare la superficie durante la modellazione.

Carolina Blue è adatto anche all’interno del vaso?

Sì, è una soluzione molto interessante per l’interno, soprattutto perché offre una finitura lucida e una buona resa funzionale. È importante comunque verificare sempre la maturazione reale in base alla vostra temperatura finale e fare test sul vostro impasto.

Il lavanda resterà opaco?

Se lasciato senza altra finitura, sì, tende a una resa opaca. Ed è proprio questo contrasto con il lucido dell’azzurro a rendere il progetto raffinato. Se desiderate vetrificarlo, potete valutare una cristallina compatibile.

Questo progetto è adatto anche a chi non usa il tornio?

Assolutamente sì. Anzi, la costruzione a lastra è una delle tecniche più indicate per controllare forma e superficie in un vaso decorato come questo. Se cercate accessori utili, esplorate Utensili per modellare e Strumenti.

Qual è il punto più delicato del processo?

La combinazione tra essiccazione uniforme e gestione pulita della superficie. Se queste due fasi sono ben eseguite, tutto il resto diventa molto più semplice e il risultato finale acquista qualità sia tecnica sia estetica.

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