Ciotola ceramica botanica in gres: un progetto elegante e davvero funzionale
In questo articolo realizziamo una ciotola ceramica in gres decorata con foglie impresse, pensata per unire uso quotidiano, valore estetico e solidità tecnica. È un progetto perfetto sia per chi lavora in studio con continuità, sia per chi ama creare pezzi ben rifiniti anche in un contesto hobbistico evoluto.
La scelta del manufatto non è casuale: una ciotola permette di sfruttare molto bene il dialogo tra superficie interna smaltata e esterno parzialmente lasciato vivo, valorizzando l’impasto e creando un contrasto raffinato. Inoltre è una forma utile, vendibile, facile da personalizzare in serie e adatta a testare finiture lucide su superfici lisce e texturizzate.
Per questo progetto lavoriamo con l’argilla 359 G&S, un gres con chamotte fine molto piacevole da costruire a mano, e con due smalti lucidi alimentari che si completano bene per tono e comportamento: Jadeite e Mint Shake. Il risultato finale è una ciotola dai toni verde acqua e verde menta, fresca, luminosa e contemporanea.
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Vedremo l’intero processo: progettazione della forma, costruzione, rifinitura, essiccazione, biscotto, smaltatura e seconda cottura. Ci soffermeremo anche sugli aspetti che fanno davvero la differenza in laboratorio: spessore corretto, gestione dell’umidità, pulizia del piede, numero di mani di smalto e lettura del risultato finale.
Il nostro obiettivo è offrire una guida concreta, affidabile e applicabile subito. Non una semplice idea decorativa, ma un progetto ceramico ben costruito, da usare, regalare o proporre come piccola collezione coordinata.
I materiali del progetto e perché funzionano bene insieme
La base del lavoro è l’argilla 359 G&S, un gres dalla tonalità salmone-beige/cuoio con 25% di chamotte fine 0–0,2 mm. È un impasto molto interessante perché mantiene una buona lavorabilità sia nella modellazione manuale sia al tornio, e allo stesso tempo offre abbastanza struttura da sostenere forme aperte come ciotole, coppe e contenitori di media dimensione.
Dal punto di vista visivo, questo gres ha un altro vantaggio importante: sta molto bene anche lasciato parzialmente nudo. Quando una parte del pezzo non viene smaltata, il corpo ceramico resta protagonista e crea un contrasto naturale con le zone lucide. In una ciotola botanica questo effetto è particolarmente efficace sull’esterno, dove le impressioni delle foglie e la grana fine della chamotte acquistano profondità.
Per la finitura interna scegliamo Jadeite, uno smalto dal verde delicato, fresco e brillante, consigliato in cottura tra 955°C e 1000°C. La sua forte lucidità lo rende perfetto per l’interno della ciotola, dove vogliamo una superficie luminosa, facile da pulire e visivamente piena. Il tono verde acqua dialoga molto bene con il carattere caldo del gres, creando un equilibrio elegante tra freddo e caldo.
Per l’esterno e per alcuni accenti decorativi utilizziamo Mint Shake, un verde menta lucido, brillante e moderno, compatibile con un ampio range di temperatura. In questo progetto lo useremo nella fascia di bassa temperatura adatta anche a Jadeite, così da mantenere coerenza tecnica nella seconda cottura. Il suo colore più vivace ci aiuta a far emergere dettagli, bordi e leggere sovrapposizioni visive senza appesantire il pezzo.
Chi vuole approfondire queste famiglie di prodotto può esplorare le categorie Terra Bella Colorobbia e Bellissimo Colorobbia, oltre alla raccolta completa degli smalti liquidi.
Per lavorare bene servono anche alcuni strumenti semplici ma importanti: stecche, mirette, coltello, rullo, tornietta o supporto girevole, spugne e pennelli morbidi. Se state completando il vostro banco di lavoro, consigliamo di dare uno sguardo a utensili per modellare, spugne, pennelli e più in generale alla sezione Strumenti.
Il bello di questa combinazione è che non cerca l’effetto eclatante a tutti i costi. Punta invece su matericità, freschezza cromatica e usabilità reale. È proprio questo tipo di equilibrio che, nella pratica quotidiana, porta a pezzi riusciti e facili da replicare con costanza.
L’idea creativa: una ciotola con foglie impresse e doppia profondità visiva
Il manufatto che proponiamo è una ciotola in gres con parete leggermente svasata, interno completamente smaltato in Jadeite ed esterno rifinito in parte a vista, in parte velato con Mint Shake sulle zone decorate. Il motivo botanico viene creato imprimendo vere foglie o texture vegetali nella lastra ancora morbida.
Questa soluzione è molto efficace perché la decorazione non dipende solo dal colore, ma nasce prima di tutto dalla forma della superficie. Le venature impresse catturano la luce, trattengono lo smalto in modo leggermente diverso e rendono il pezzo interessante anche quando si sceglie una palette limitata. In altre parole, si lavora con la materia prima, non soltanto con la finitura finale.
L’interno in Jadeite crea una vasca luminosa, acquatica, pulita. L’esterno con tocchi di Mint Shake sulle foglie o sulla parte alta della parete aggiunge un accento più fresco e contemporaneo. La base e parte della parete possono rimanere nel tono naturale del 359 G&S, soprattutto se apprezziamo l’incontro tra lucido e opaco, tra smaltato e non smaltato.
Il progetto si presta a molte interpretazioni pratiche: ciotola da colazione, bowl per insalate individuali, ciotola per snack, piccolo centrotavola o contenitore decorativo. Per chi produce in piccola serie, è anche un’ottima idea per costruire una linea coordinata con piattino, tazza senza manico e vassoio.
Dal punto di vista didattico, questa idea è utile perché insegna a gestire insieme impronta, assemblaggio della forma, rifinitura del bordo e smaltatura selettiva. Sono competenze che tornano poi in molti altri oggetti, dal piatto alla lampada, fino ai contenitori d’arredo.
Un aspetto da non sottovalutare è la leggibilità del pezzo finito. Quando i colori sono troppi o la decorazione è troppo fitta, la forma perde forza. Qui invece lasciamo che il gres respiri: il decoro botanico è presente ma non invadente, e il colore lavora per valorizzare il volume, non per nasconderlo.
Progettazione della forma: misure, spessori e proporzioni corrette
Prima di iniziare conviene definire con precisione la forma. Per un buon equilibrio consigliamo una ciotola di circa 16–18 cm di diametro e 6–7 cm di altezza. È una misura versatile, comoda da usare e abbastanza ampia da mostrare bene il contrasto tra interno smaltato ed esterno decorato.
Se lavoriamo a lastra, lo spessore ideale è intorno ai 6–7 mm. Scendere troppo può rendere fragile il bordo e aumentare il rischio di deformazioni; salire troppo porta a un pezzo pesante, meno elegante e più lento da asciugare in modo uniforme. Con il 359 G&S, grazie alla chamotte fine, otteniamo una buona tenuta anche su pareti abbastanza aperte, ma questo non significa che possiamo trascurare gli spessori.
La base deve essere ben calibrata. Una ciotola troppo piatta appare rigida, una troppo curva diventa instabile. Noi consigliamo un fondo leggermente bombato verso l’interno e un piede rifinito con decisione, anche semplice, che sollevi il pezzo dal tavolo e lo faccia respirare visivamente. Questo dettaglio è importante sia per l’eleganza, sia per la gestione dello smalto in cottura.
Il bordo merita attenzione speciale. In una bowl che andrà usata davvero, il bordo deve essere regolare, morbido al tatto e privo di punti sottili. Le foglie impresse possono arrivare vicino al bordo, ma senza indebolirlo. Meglio lasciare sempre qualche millimetro di margine più pulito, soprattutto se prevediamo una smaltatura interna generosa.
In fase progettuale pensiamo anche al punto in cui fermare lo smalto esterno. Possiamo scegliere una fascia superiore esterna alta 2–3 cm in Mint Shake, lasciando il resto del corpo a vista, oppure intervenire soltanto sulle foglie. Entrambe le soluzioni funzionano, ma è importante deciderlo prima per costruire una composizione armoniosa.
Chi è alle prime armi tende spesso a improvvisare la forma strada facendo. In realtà bastano un cartamodello semplice e una misura chiara per evitare tanti problemi successivi. Una progettazione pulita riduce correzioni, crepe e deformazioni, e fa risparmiare tempo già dal primo pezzo.
Come costruire la ciotola con il gres 359 G&S
Per questo progetto proponiamo la tecnica della lastra in stampo, molto adatta sia ai professionisti sia agli appassionati. Stendiamo il 359 G&S a spessore uniforme con un rullo e due listelli guida. La lastra deve essere compressa bene in entrambe le direzioni, così da ridurre tensioni e possibili deformazioni in essiccazione e cottura.
Possiamo usare come supporto uno stampo in gesso, una ciotola in biscotto o una forma rigida rivestita con carta sottile. L’importante è che la superficie permetta alla lastra di appoggiarsi senza pieghe brusche. Se la lastra è troppo fresca, tende a collassare; se è troppo asciutta, può creparsi nei punti di curvatura. Il momento giusto è una consistenza morbida ma già sostenuta.
Ritagliamo un disco leggermente più ampio del diametro finale e adagiamolo sullo stampo. Con una spugna appena inumidita o con il palmo della mano, accompagniamo l’argilla verso il basso senza stirarla eccessivamente. Non bisogna spingere al centro e basta: è preferibile distribuire la pressione in modo progressivo dal fondo verso le pareti.
Una volta impostata la forma, rifiliamo il bordo lasciando qualche millimetro in più per la rifinitura successiva. Se vogliamo un profilo più controllato, possiamo usare una dima di carta o cartoncino. A questo punto lasciamo assestare il pezzo finché raggiunge una consistenza di durezza cuoio morbida, ideale per imprimere il decoro senza schiacciare la forma.
Il gres 359 G&S si comporta bene in questa fase perché ha abbastanza corpo da sostenere l’impronta. La chamotte fine aiuta anche a ridurre l’effetto “gommoso” tipico di alcuni impasti troppo lisci quando vengono lavorati a lastra. Per molti ceramisti questa è una qualità preziosa, soprattutto su oggetti che richiedono pareti pulite ma non fredde.
Se preferite il tornio, il progetto resta validissimo. Si può tornire una ciotola semplice e poi applicare o incidere il motivo botanico a durezza cuoio. Tuttavia, per ottenere un disegno fogliare più ampio e controllato, la tecnica a lastra su stampo è in genere la più immediata.
Impressione delle foglie e rifinitura della superficie
Il decoro botanico va eseguito quando la ciotola è abbastanza sostenuta da non deformarsi, ma ancora recettiva all’impronta. Possiamo usare foglie vere con nervature evidenti, come geranio, rosa, salvia, camelia o foglie raccolte e pulite con cura. È importante che siano asciutte e non troppo spesse, altrimenti lasciano un segno poco leggibile o irregolare.
Appoggiamo la foglia sulla superficie esterna e premiamo con una piccola spugna morbida o con le dita, senza trascinarla. L’obiettivo non è bucare o assottigliare l’argilla, ma ottenere una trama leggibile e delicata. Se vogliamo un effetto più grafico, possiamo intervenire in seguito con uno strumento a punta morbida per rinforzare alcune venature principali.
Una buona regola è non coprire tutta la superficie. Lasciare zone di respiro rende il pezzo più elegante e permette al 359 G&S di partecipare alla composizione visiva. Noi preferiamo distribuire 3 o 4 impronte principali, magari sovrapposte leggermente, concentrandole su un lato o creando una fascia dinamica che gira attorno alla ciotola.
Dopo l’impressione, lisciamo delicatamente le aree circostanti con una costola morbida o una spugna quasi asciutta. Questo passaggio è utile per eliminare segni indesiderati, compattare la superficie e dare più definizione al decoro. Attenzione però a non inzuppare il pezzo: troppa acqua in questa fase ammorbidisce i rilievi e può generare tensioni durante l’asciugatura.
Quando la ciotola raggiunge una durezza cuoio più avanzata, possiamo rifinire il piede. Capovolgiamo il pezzo su una base morbida e incidiamo o scaviamo un piede semplice, continuo e ben pulito. Un piede netto aiuta la stabilità, alleggerisce visivamente il volume e semplifica la pulizia della zona che dovrà restare priva di smalto.
Questo è anche il momento giusto per controllare il bordo finale. Se necessario, arrotondiamolo leggermente con una spugna fine. Un bordo ben rifinito è uno dei dettagli che distinguono un lavoro curato da uno soltanto decorativo. E in una ciotola da uso quotidiano fa davvero la differenza.
Essiccazione corretta e prima cottura
Una delle fasi più trascurate, ma decisive, è l’essiccazione. Una ciotola con parete curva e zone impresse non dovrebbe mai asciugare troppo in fretta. Il rischio è di creare tensioni tra aree più sottili e aree più compresse, con conseguenti deformazioni o piccole crepe, soprattutto sul bordo o vicino al fondo.
Il metodo più sicuro è lasciare il pezzo nello stampo finché regge bene la forma, poi sformarlo e farlo asciugare lentamente sotto plastica morbida, aprendola gradualmente nell’arco di alcuni giorni. In ambienti molto secchi conviene coprire con maggiore attenzione il bordo, che tende a perdere umidità prima del resto.
Quando il pezzo è completamente asciutto, possiamo procedere con il biscotto. Per questo progetto è sensato effettuare una prima cottura attorno ai 980°C–1000°C, un intervallo che prepara bene il supporto alla smaltatura successiva. Un biscotto ben riuscito deve risultare sonoro, asciutto e sufficientemente poroso da accogliere lo smalto senza eccessi di assorbimento irregolare.
Il 359 G&S ha un range di cottura ampio, ma qui lavoriamo in una logica coerente con la smaltatura finale. Non stiamo cercando la maturazione completa del gres in biscotto; vogliamo invece un supporto stabile e pulito per applicare gli smalti in modo controllato. Questa distinzione è importante per non confondere le funzioni delle due cotture.
Prima di smaltare, spolveriamo accuratamente il biscotto con una spugna appena umida o con aria pulita, senza saturarlo d’acqua. Le polveri residue compromettono adesione e uniformità della stesura, soprattutto su smalti lucidi che vogliamo mantenere distesi e brillanti.
Se state organizzando il vostro spazio di cottura, può essere utile consultare anche la categoria Accessori forno, spesso determinante per lavorare con maggiore precisione e sicurezza nel tempo.
Come smaltare la ciotola con Jadeite e Mint Shake senza errori
La smaltatura di questo progetto deve restare semplice, pulita e leggibile. L’interno della ciotola sarà affidato a Jadeite, mentre l’esterno riceverà interventi mirati con Mint Shake. Entrambi sono smalti lucidi, quindi è importante evitare accumuli eccessivi nei punti in cui la forma curva naturalmente concentra il materiale.
Per l’interno possiamo applicare Jadeite a pennello, a immersione o a colaggio, a seconda dell’organizzazione del laboratorio. Su un singolo pezzo o una piccola serie, il pennello offre controllo; su produzioni più numerose, immersione o colaggio garantiscono maggiore uniformità. In ogni caso, bisogna rispettare la densità del prodotto e il numero di mani consigliato dal proprio metodo di lavoro, lasciando asciugare correttamente tra una stesura e l’altra.
Se si usa il pennello, consigliamo mani incrociate e regolari, senza ripassare continuamente su zone già in presa. Lo smalto va accompagnato, non massaggiato. L’interno di una ciotola mostra subito pennellate mal distribuite, accumuli sul fondo o bordi troppo caricati. Meglio una mano in meno che una colatura in più.
Sull’esterno possiamo usare Mint Shake in due modi. Il primo è creare una fascia superiore smaltata che scende leggermente sulle impronte delle foglie. Il secondo, più raffinato, consiste nel smaltare selettivamente solo le zone in rilievo o le venature più esterne, lasciando il resto del gres visibile. Quest’ultima opzione valorizza molto il tono naturale del 359 G&S.
Un modo pratico per ottenere questo effetto è applicare Mint Shake a pennello sulle foglie, con poco carico e buona precisione, oppure stenderlo leggermente più ampio e poi ripulire delicatamente i margini con una spugnetta quando lo smalto ha perso la lucidità superficiale ma non è ancora completamente fissato. Serve mano leggera, ma il risultato è molto elegante.
La zona del piede deve restare perfettamente pulita. Rimuoviamo sempre lo smalto con una spugna umida o uno strumento adatto, lasciando un margine di sicurezza sufficiente. Questo dettaglio è fondamentale: una bowl lucida e ben fatta non deve mai arrivare in forno con il piede incerto o sporco.
Temperatura di seconda cottura: come mantenere compatibilità e buona resa
Per questo progetto conviene impostare la seconda cottura nel range di 955°C–1000°C, che è la fascia consigliata per Jadeite e pienamente utilizzabile anche con Mint Shake. In questo modo otteniamo una gestione coerente dell’insieme, senza forzare il comportamento del rivestimento interno.
È importante essere chiari su un punto tecnico: il 359 G&S è un gres con range di cottura più alto, ma ciò non impedisce di usarlo in un progetto smaltato a temperatura più bassa se l’obiettivo è decorativo-funzionale e si conosce il risultato che si vuole ottenere. Il corpo non sarà nella sua massima maturazione da alta temperatura, ma il manufatto può comunque risultare stabile e perfettamente adatto a un uso consapevole, soprattutto in contesti dove si privilegia l’estetica della superficie e la coerenza con gli smalti scelti.
In laboratorio, la differenza la fanno i test. Noi consigliamo sempre di realizzare una o due prove su piccole ciotole o su tessere curve, per verificare: brillantezza, adesione, intensità dei verdi, rapporto con il colore del biscotto e pulizia del bordo di contatto tra interno ed esterno. Le superfici curve mostrano comportamenti diversi rispetto alle semplici piastrelle piane.
Un altro aspetto importante riguarda lo spessore dello smalto sul fondo interno. Se troppo carico, anche uno smalto bello e brillante può addensarsi eccessivamente. Se troppo scarico, perde profondità cromatica. La ciotola botanica che stiamo realizzando vive proprio di equilibrio: il verde deve apparire pieno ma non pesante.
Chi lavora in forno elettrico in ossidazione otterrà normalmente un risultato molto pulito e leggibile. In ogni caso, annotare curva, tempi e posizione del pezzo nel forno aiuta moltissimo a replicare il risultato in serie. La coerenza produttiva nasce anche da queste abitudini apparentemente piccole.
Una volta raffreddato il forno, lasciamo riposare il pezzo quel tanto che basta per valutarlo bene alla luce naturale. I verdi lucidi cambiano molto tra luce artificiale calda e luce diurna, quindi il controllo finale va fatto con calma prima di giudicare tono e finitura.
Il risultato finale: come deve apparire una ciotola ben riuscita
Una ciotola riuscita con questo abbinamento presenta un interno brillante, uniforme e luminoso, dove Jadeite crea una vasca verde acqua morbida e fresca. La superficie deve risultare continua, senza zone polverose, senza colature e senza accumuli eccessivi sul fondo o sotto il bordo.
L’esterno, invece, deve mantenere un carattere più materico. Il bello del 359 G&S è proprio la sua presenza visiva anche quando non è coperto. Le foglie impresse devono restare leggibili e non sommerse. Se usiamo Mint Shake in modo selettivo, il verde menta dovrebbe accendere le venature e i rilievi, non annullarli.
Il contrasto tra il tono caldo dell’impasto e la freschezza dei due verdi è uno dei punti di forza del progetto. Non è un contrasto aggressivo, ma un equilibrio naturale, quasi vegetale. Ed è questo che rende la ciotola adatta sia a una tavola contemporanea sia a un ambiente più artigianale o rustico-chic.
Dal punto di vista tattile, il pezzo dovrebbe offrire due letture: interno liscio e scorrevole, esterno più vivo, con rilievi percepibili ma non taglienti. Anche il piede va controllato bene: deve essere pulito, stabile e piacevole sul piano d’appoggio.
Quando un manufatto così è davvero ben riuscito, comunica cura già da lontano, ma convince soprattutto quando viene preso in mano. Peso, bordo, suono, transizione tra superfici: sono questi i dettagli che fanno percepire la qualità reale del lavoro.
Per chi vende le proprie creazioni, questa è una tipologia di oggetto molto interessante perché fotografa bene, si racconta facilmente e incontra gusti diversi. Ha un’identità chiara ma resta versatile. E può diventare il nucleo di una piccola collezione riconoscibile.
Errori da evitare assolutamente durante il progetto
Il primo errore è usare una lastra troppo fresca o troppo sottile. In entrambi i casi la forma perde definizione e il bordo tende a deformarsi. Con il 359 G&S abbiamo una buona struttura, ma va comunque rispettato il giusto momento di lavorazione.
Un altro errore frequente è imprimere le foglie con troppa forza. Questo non rende il decoro più bello: spesso crea zone assottigliate, nervature troppo dure o piccole lacerazioni che poi emergono in essiccazione e cottura. Meglio un’impronta chiara ma dolce, eventualmente rifinita a mano.
Molti caricano troppo lo smalto interno, pensando di ottenere più brillantezza. In realtà, con Jadeite, uno spessore eccessivo può compromettere la pulizia visiva del fondo e del bordo. Lo stesso vale per Mint Shake sulle foglie: se diventa una massa coprente indistinta, si perde tutto il dialogo con il rilievo e con il gres sottostante.
Attenzione anche alla gestione del piede. Lasciare residui di smalto o pulire male l’anello di appoggio è uno degli errori più banali e più dannosi. Un pezzo bello può rovinarsi completamente in forno per una disattenzione di pochi secondi.
Un ulteriore errore è non fare prove di resa. Anche quando i prodotti sono affidabili, il comportamento finale dipende da spessore, supporto, curva di cottura e posizione nel forno. Le prove non sono una perdita di tempo: sono il modo più rapido per lavorare meglio.
Infine, evitiamo di giudicare il pezzo solo dalla brillantezza del colore. Una ceramica ben riuscita è l’insieme di forma, finitura, equilibrio e funzionalità. Se uno solo di questi aspetti manca, il risultato complessivo perde forza.
Varianti possibili sullo stesso progetto
Una volta compreso il processo, possiamo sviluppare diverse varianti senza tradire l’idea originale. La prima è cambiare la scala: mini bowl da aperitivo, ciotole da ramen, coppette da dessert o insalatiere più ampie. Il linguaggio materico del 359 G&S resta efficace in tutte queste misure.
Un’altra variante è modificare la distribuzione del colore. Ad esempio, si può usare Mint Shake come smalto interno e riservare Jadeite a dettagli esterni o a una fascia sotto il bordo. La logica tecnica rimane coerente, ma il carattere del pezzo cambia: il menta appare più vivace, mentre il verde acqua diventa accento.
Si può anche lavorare con foglie più grafiche o con texture botaniche create a mano. In questo caso consigliamo comunque di non sovraccaricare la superficie. La forza di questo progetto sta molto nella misura, nella possibilità di far convivere rilievo, colore e gres a vista con naturalezza.
Chi produce per la tavola può trasformare questa idea in una piccola collezione coordinata: ciotola grande, ciotola media, tazza senza manico, piattino pane e piccolo vassoio. Usando gli stessi due smalti e lo stesso impasto si ottiene una linea coerente, riconoscibile e facile da comunicare.
Per decorazioni ancora più controllate, alcuni ceramisti amano integrare il lavoro con strumenti di precisione o dettagli grafici leggeri. In questi casi può essere utile esplorare anche categorie complementari come Sottocristalline o Matite Chrysanthos, da valutare però in progetti specifici e sempre con test preliminari.
L’importante è non perdere il centro del progetto: una forma utile, una superficie viva e una palette fresca ben controllata. Quando questa struttura è chiara, le varianti nascono in modo naturale.
Conclusione
La ciotola botanica in gres che abbiamo costruito insieme è un progetto completo, concreto e molto soddisfacente. L’argilla 359 G&S offre una base materica solida e raffinata; Jadeite dona all’interno una brillantezza fresca e pulita; Mint Shake completa l’esterno con una nota luminosa e contemporanea.
Abbiamo scelto una lavorazione che valorizza davvero i materiali: lastra, impronta botanica, gres a vista e smaltatura selettiva. È un modo di fare ceramica che non nasconde il corpo dell’oggetto, ma lo mette in dialogo con il colore. Ed è proprio questo equilibrio a rendere il pezzo interessante, durevole nel gusto e piacevole da usare ogni giorno.
Per chi desidera sviluppare il progetto, consigliamo di partire da due o tre prove ben annotate e poi passare a una piccola serie. In poco tempo si può costruire una collezione coerente, adatta sia all’uso personale sia alla vendita artigianale.
Se volete approfondire materiali e strumenti utili per questo tipo di lavorazione, potete esplorare ancora Refrattarie e stoneware, Terra Bella Colorobbia, Bellissimo Colorobbia, utensili per modellare e pennelli.
Noi di Cerama crediamo molto in progetti come questo: tecnicamente sensati, belli da vedere e davvero utili nella vita quotidiana. Sono spesso i lavori più semplici in apparenza quelli che insegnano di più e restano più a lungo nel tempo.
FAQ
La ciotola va realizzata a lastra o al tornio?
Entrambe le strade sono possibili, ma per ottenere un decoro botanico ampio e controllato la tecnica a lastra su stampo è spesso la più pratica e regolare.
Il 359 G&S può essere lasciato parzialmente non smaltato?
Sì, ed è proprio uno dei punti di forza del progetto. Il suo tono naturale e la chamotte fine creano un bellissimo contrasto con le zone lucide smaltate.
Jadeite e Mint Shake possono convivere nello stesso pezzo?
Sì, in questo progetto vengono usati in modo complementare, mantenendo la seconda cottura nel range utile a valorizzare soprattutto Jadeite.
Come evitare che le foglie impresse si perdano sotto lo smalto?
Bisogna incidere o imprimere con sufficiente leggibilità e poi applicare lo smalto esterno in modo selettivo o non troppo spesso, soprattutto con Mint Shake.
Questa ciotola è adatta all’uso alimentare?
Gli smalti scelti sono indicati come idonei al contatto alimentare, ma è sempre buona pratica eseguire test completi sul proprio ciclo produttivo e verificare che la finitura finale sia integra, ben cotta e funzionale all’uso previsto.


